Abitavamo in un paesino della Val Pusteria.
Il messo postale consegnò alla Resi, una delle più belle e corteggiate ragazze del paese, un biglietto in cui doveva recarsi in stazione perchè era arrivato un pacco e doveva ritirarlo.
Incuriosita la Resi corse da mio padre che allora era capostazione per poterlo ritirare. Mio padre le rispose che era impossibile che ella potesse portarlo via, in quanto era pesantissimo e voluminoso, tanto che il vagone che lo trasportava era stato trattenuto e parcheggiato nel binario morto. La cosa più giusta che ella avrebbe dovuto fare, sarebbe stata quella di procurarsi un carro e forse tre o quattro ragazzi forzuti affinchè la aiutassero a scaricare e trasportare questo oggetto così pesante e misterioso.(Le automobili, allora, erano una rarità). E non dimenticasse di farsi accompagnare anche dal direttore dell'Ufficio Postale che avrebbe dovuto fare da testimone! Se riteneva, il maresciallo dei Carabinieri, sarebbe stato benvenuto. Non si sa mai che vi fosse merce di un certo valore!
La notizia si diffuse in un'attimo, accompagnata da da mormorii e congetture: " Ma guarda che fortunata la Resi! ". "Un pacco così grande cosa potrà essere?" "Sarà del cugino che è emigrato!" "Avrà ereditato da qualche lontano parente!" E via di questo passo. La curiosità era molta, che si era già formato un capannello di gente in curiosa attesa.
Arrivò il carro. Avete presente quei carri che venivano usati per trasportare il fieno?: ebbene era uno di questi, spinto da alcuni aitanti e incuriositi giovanotti, sudati e trafelati, non meno della Resi.
Fu eseguito un puntiglioso iter burocratico per l'apertura del vagone ferroviario: fu effettuato il controllo dei piombi e verbalizazato. L'ufficiale postale appose la propria firma allo stesso, contestando che un piombo non era perfettamente chiuso, ed in caso di merce difettosa, declinava ogni responsabilità. Meglio rifiutare il carro e inviarlo al mittente! Il maresciallo dei Carabinieri verbalizzò l'intenzione della Resi di accettare la merce così com'era, purchè si aprisse questo benedetto vagone. La Resi era sempre più impaziente. Finalmente dopo discussioni e rimbalzi di responsabilità il carro venne aperto, con circospezione e molto lentamente. Nel carro c'era un grande pallone con disegnato un pesce:" Pesce d'aprile!"
La Resi dapprima si adombrò, poi scoppiò in una fragorosa risata e costrinse gli autori dello scherzo ad offrire da bere a tutti i presenti.




